Telecom: Il mercato risponde e avanzano i compratori di Tim

cabina_pubblicaIl mercato scommette sul fatto che il piano di riorganizzazione di Telecom Italia sarà realizzato e premia le società coinvolte, il giorno dopo le dimissioni di Marco Tronchetti Provera, primo azionista e presidente del gruppo. Si scommette sul fatto che la cessione di Tim possa procedere anche più rapidamente di prima, secondo un dealer. E sembra che i potenziali acquirenti per il gruppo di telefonia fissa non manchino. Nei giorni scorsi una fonte da Londra ha detto che il fondo di private equity Carlyle è interessato.
Il responsabile del fondo in Italia è Marco De Benedetti, che è stato per diversi anni AD della società di telefonia mobile. Tra l’altro, sul mercato si è parlato a più riprese di un interesse della famiglia De Benedetti per il business delle telecomunicazioni. Dal fronte Mediaset, controllata dalla famiglia dell’ex-presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sono arrivati segnali positivi.
Il presidente della società televisiva, Fedele Confalonieri, in un’intervista, ha detto che se Tim arrivasse sul mercato “non sarebbe sbagliata l’idea di una cordata italiana per acquisirla”. La cordata italiana sarebbe probabilmente in grado di sciogliere anche il nodo politico. Il governo ha fatto capire di essere contrario alla vendita a un azionista estero, cosa che priverebbe l’Italia, primo mercato europeo per la telefonia mobile, di un operatore nazionale. Un’alternativa, che sarebbe probabilmente gradita all’esecutivo, sarebbe la dismissione di una partecipazione di minoranza o che comunque consentisse a Telecom Italia di mantenere il controllo della società di telefonia mobile.
Questo avrebbe probabilmente effetti positivi più moderati sulla catena di controllo, ma sarebbe in grado di risolvere i forti contrasti con la maggioranza di governo. La cessione di Tim, che è valutata intorno a 35 miliardi, consentirebbe a Telecom Italia di tagliare drasticamente il debito (debito netto a 41,3 miliardi a fine giugno 2006) e distribuire maggiori dividendi, cominciando a remunerare l’investimento fatto da Pirelli e dai Benetton nel 2001. Finora il flusso di dividendi che proviene da Telecom Italia riesce solo a finanziare i costi del debito di Olimpia, holding che detiene la quota di riferimento della società telefonica.
Il gruppo, come annunciato, focalizzerebbe la sua strategia sulla convergenza tra telefonia fissa e media. Edizione Holding, partner di Pirelli in Telecom, è disponibile ad aumentare la sua esposizione nei confronti della società se il piano andasse in porto. “La scelta di Marco Tronchetti Provera di proporre ai soci una nuova riorganizzazione non ci spaventa. Anzi. (…) Se si presenteranno le condizioni, potremmo aumentare il nostro investimento”, ha detto il presidente di Edizione, Gilberto Benetton, in una recente intervista.
Fonte: www.canisciolti.info

cabina_pubblicaIl mercato scommette sul fatto che il piano di riorganizzazione di Telecom Italia sarà realizzato e premia le società coinvolte, il giorno dopo le dimissioni di Marco Tronchetti Provera, primo azionista e presidente del gruppo. Si scommette sul fatto che la cessione di Tim possa procedere anche più rapidamente di prima, secondo un dealer. E sembra che i potenziali acquirenti per il gruppo di telefonia fissa non manchino. Nei giorni scorsi una fonte da Londra ha detto che il fondo di private equity Carlyle è interessato.

Il responsabile del fondo in Italia è Marco De Benedetti, che è stato per diversi anni AD della società di telefonia mobile. Tra l’altro, sul mercato si è parlato a più riprese di un interesse della famiglia De Benedetti per il business delle telecomunicazioni. Dal fronte Mediaset, controllata dalla famiglia dell’ex-presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sono arrivati segnali positivi.

Il presidente della società televisiva, Fedele Confalonieri, in un’intervista, ha detto che se Tim arrivasse sul mercato “non sarebbe sbagliata l’idea di una cordata italiana per acquisirla”. La cordata italiana sarebbe probabilmente in grado di sciogliere anche il nodo politico. Il governo ha fatto capire di essere contrario alla vendita a un azionista estero, cosa che priverebbe l’Italia, primo mercato europeo per la telefonia mobile, di un operatore nazionale. Un’alternativa, che sarebbe probabilmente gradita all’esecutivo, sarebbe la dismissione di una partecipazione di minoranza o che comunque consentisse a Telecom Italia di mantenere il controllo della società di telefonia mobile.

Questo avrebbe probabilmente effetti positivi più moderati sulla catena di controllo, ma sarebbe in grado di risolvere i forti contrasti con la maggioranza di governo. La cessione di Tim, che è valutata intorno a 35 miliardi, consentirebbe a Telecom Italia di tagliare drasticamente il debito (debito netto a 41,3 miliardi a fine giugno 2006) e distribuire maggiori dividendi, cominciando a remunerare l’investimento fatto da Pirelli e dai Benetton nel 2001. Finora il flusso di dividendi che proviene da Telecom Italia riesce solo a finanziare i costi del debito di Olimpia, holding che detiene la quota di riferimento della società telefonica.

Il gruppo, come annunciato, focalizzerebbe la sua strategia sulla convergenza tra telefonia fissa e media. Edizione Holding, partner di Pirelli in Telecom, è disponibile ad aumentare la sua esposizione nei confronti della società se il piano andasse in porto. “La scelta di Marco Tronchetti Provera di proporre ai soci una nuova riorganizzazione non ci spaventa. Anzi. (…) Se si presenteranno le condizioni, potremmo aumentare il nostro investimento”, ha detto il presidente di Edizione, Gilberto Benetton, in una recente intervista.

Fonte: www.canisciolti.info