TLC/ISTAT: IN TELEFONIA FATTURATO PER ADDETTO A 476.000 EURO

tast_telefono Roma, 23 dic. (Apcom) – Un settore sempre più  importante. Le imprese di telefonia fissa e mobile hanno un fatturato per addetto pari a 476mila euro, sensibilmente superiore a quello del settore dei servizi nel suo complesso (130mila euro); inoltre gli investimenti complessivi sono pari a 7.255 milioni, con investimenti per addetto pari a 83mila euro, anche in questo caso sensibilmente più elevati alla media dei servizi (6.500 euro).

Si tratta – in base a un’indagine dell’Istat, anno di riferimento 2003 – di un settore, quello delle imprese di telefonia, caratterizzato dalla predominanza economica delle aziende di grandi dimensioni (il 99,5% degli addetti; il 99,6% del fatturato), che offrono soprattutto, quanto a servizi, linee analogiche o digitali (in questo caso la tecnologia prevalente è quella xDSL, progettata per aumentare l’ampiezza della banda attraverso fili telefonici di rame).

Per quanto riguarda i ricavi, quelli delle imprese di telefonia fissa provengono per il 13,9% da istallazioni e canoni di abbonamento e per l’11,6% da chiamate nazionali da fisso a mobile. Altre voci di ricavo derivano da altri servizi di interconnessione (9,0%), da chiamate telefoniche internazionali (6,8%), da chiamate distrettuali (5,9%) e da chiamate extra-distrettuali (5,1%). Minore importanza rivestono invece i ricavi derivanti dall’affitto di circuiti analogici, canoni di abbonamento a Internet, servizi di accesso e connessione Internet dial-up (collegamento alla linea telefonica utilizzando un modem) e le chiamate a servizi di informazione ed a valore aggiunto. Nella voce “altri ricavi”, pari al 34,3% del totale, confluiscono quelli derivanti da altre attività (telefonia mobile, fornitura di accesso a Internet, reti di trasmissione, ecc.).

Con riguardo alle imprese di telefonia mobile, le voci principali di ricavo sono attribuibili per il 10,8% a chiamate telefoniche nazionali verso rete mobile di uno stesso operatore, per l’8,9% a chiamate telefoniche nazionali verso rete mobile di altro operatore e per il 7,2% a chiamate verso rete fissa. Importanza minore hanno i ricavi provenienti da sms (5,2%), da chiamate telefoniche internazionali (3,0%), da canoni di abbonamento (2,4%) e da servizi di roaming (1,5%). Anche in questo caso va sottolineato che circa il 60% dei ricavi complessivi delle imprese di telefonia mobile è attribuibile alla voce “altri ricavi” cioè a introiti derivanti da attività diverse dalla telefonia mobile (telefonia fissa, fornitura di accesso a Internet, reti di trasmissione, ecc.).

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